Saluto romano

Comincia sul territorio la campagna elettorale per le elezioni del 25 settembre prossimo.

Con tutto il gruppo provinciale mi metto a disposizione per divulgare il programma di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle; lo scopo principale è quello di far arrivare ai cittadini la giusta informazione, impresa veramente ardua vista la contraerea dei canali massmediologici prevalenti.

Alcuni giorni fa mi trovavo in Piazza Sisto IV, la piazza del Comune di Savona, al gazebo dedicato. Parlavo con altri attivisti e alcuni passanti, curiosi di conoscere quali fossero le reali proposte promosse dal Presidente Conte e dal gruppo dirigente.

Ad un tratto sento una voce.

“Prof Caruso!”

Un ragazzino in bicicletta giunge al gazebo e mi saluta con entusiasmo.

Si tratta di M., uno studente di dodici anni che conobbi alcuni anni fa nel corso di un progetto con una scuola primaria.

M. è nato in Italia da genitori nord africani, è musulmano. Ha voglia di chiacchierare, mi confessa le sue difficoltà alle scuole medie e cerco di rassicurarlo non potendo far altro.

Poi mi chiede che cosa io stia facendo lì.

“Sto sostenendo un progetto politico” e non approfondisco oltre.

Mai affrontare con i giovanissimi argomenti politici diretti; a scuola mi do la regola di dare il buon esempio con l’educazione e la correttezza, l’ascolto e il rispetto delle regole, niente più.

M. allora si volta e con la coda dell’occhio vede le bandiere pentastellate, l’immagine di Conte sui flyers e ammiccando ostenta un saluto romano.

Gli dico di abbassare quel braccio perché rappresenta un gesto che potrebbe creargli problemi, quindi lo saluto affinché si allontani.

Sono preoccupato

Questo ragazzino non conosce il significato di quel saluto.

Molti leaders politici si ostinano a sottovalutare le intenzioni di Giorgia Meloni e del suo partito, erede del partito fascista; probabilmente hanno ragione e conoscono bene le reali intenzioni di questa forza politica di destra.

Procediamo però per assurdo

Facciamo finta che il 26 settembre le urne decretino la vittoria di Fratelli d’Italia.

Facciamo finta che Giorgia Meloni venga nominata Presidente del Consiglio.

Facciamo finta che il nuovo Presidente del Consiglio abbia una maggioranza schiacciante che gli consenta di cambiare la Costituzione Italiana, mettere in atto leggi che richiamino il pericolo delle devianze, citate proprio da Meloni e messe al centro del dibattito politico recente.

Facciamo finta che queste nuove leggi assomiglino alle leggi di quasi un secolo fa.

Facciamo finta che emigrati di tutti i colori, omosessuali, uomini inabili al lavoro, ebrei e arabi, donne senza figli, vengano discriminati da queste leggi.

Se ciò accadrà – e sarà naturalmente per finta – M. verrà preso e farà parte dei discriminati.

Non sarà possibile alcuna intercessione, la storia ci insegna che ci vorranno alcuni eroi e moltissime vittime per cambiare le cose, saranno necessari anni di sofferenza e patimenti.

Ma – come dicevo – procedere per assurdo è un gioco che si utilizza in filosofia, in geometria, in fisica.

Non nella vita reale.

Stavolta è andata di lusso.

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