Il mercato non fa sconti

Ogni Amministrazione Comunale di Savona, appena insediata, deve misurarsi con un dilemma: dove sia meglio spostare il Mercato del Lunedì.

Il Mercato del Lunedì è una tradizione lontana. Da bambino andavo con i miei nonni, era consuetudine sfrucugliare tra i banchetti, mettere ulteriore disordine nella merce sparsa alla rinfusa, maglie, mutande, calze, reggiseni, tovaglie, per trovare il colore giusto, la misura corretta, la foggia preferita.

E non c’era lunedì nel quale non si tornasse a casa con un trofeo – anche solo un tovagliolo ciancicato – convinti (e forse era davvero così) di aver fatto un affare.

Per me e mia sorella era un divertimento. Si chiaccherava sempre del più e del meno con qualche ambulante, si incontrava immancabilmente un parente che ci strizzava le guance e ci offriva una caramella, ci guadagnavamo un frappé alla vaniglia nella latteria di piazza Chabrol.

Oggi il Mercato del Lunedì accende le discussioni. Intendiamoci, molto spesso sono discussioni strumentali solo per il gusto di concentrare l’attenzione su qualcosa di imminente. La solita arma di distrazione di massa.

Perché vedete, spostare il Mercato del Lunedì è cosa facile: si impiegano poche settimane.

Gli ambulanti non hanno potere contrattuale, costretti ad assoggettarsi a decisioni politiche che diano un contentino ai commercianti in sede fissa, i quali invece – loro sì – spostano consensi.

La Giunta Caprioglio nel 2017 decise di realizzare un Mercato diffuso liberando l’ampia area di Piazza del Popolo (adibita integralmente a parcheggio anche al lunedì) e distribuendo gli ambulanti intorno alle aree verdi della stessa piazza e nelle vie limitrofe.

Apriti cielo!

Ridateci il mercato di una volta! titolavano le pagine locali dei quotidiani nelle settimane immediatamente successive al trasloco.

La nuova Giunta guidata dal Sindaco Russo si cimenta in queste ore nel riposizionamento delle bancarelle. Saranno disposte nelle due arterie centrali della città: via Paleocapa e corso Italia.

Siccome inoltre il traffico ricorda vagamente il centro del Cairo (in Egitto, non in Valbormida), sarà rivista la viabilità: “Vogliamo sfavorire l’uso del mezzo privato” dice il Sindaco.

Daremo un giudizio su questi provvedimenti fra qualche mese, a cose avvenute. A priori, a titolo personale e ascoltando alcuni esperti, mi sono fatto persuaso (come direbbe Montalbano) che la soluzione messa in atto impoverirà ulteriormente non solo le zone periferiche, già volte al lento (neanche troppo) degrado, ma anche il centro stesso: accentrare è un errore, sempre.

Basti vedere ciò che è accaduto negli ultimi anni: moltissime attività commerciali hanno chiuso per fallimento (alcune, certo, per incapacità) oppure si sono trasferite in altri Comuni.

Non è la pandemia. Sono i costi degli affitti, gli oneri pretesi dal Comune a fronte di servizi carenti, la disoccupazione crescente, la disattenzione delle Istituzioni alle persone.

A presto, dunque.

Mi auguro di sbagliare ma purtroppo – si sa – il mercato non fa sconti.

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